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Nasce in Svezia la chiesa ufficiale del P2P

4 gennaio 2012
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Ah, la Svezia. Quante se ne sono sentite sulle libertà che ci sono in questo paese. Negli anni ’70 e ’80 era il paese della democrazia erotica, almeno agli occhi degli italiani. E poi piano piano si è trasformata in un modello di libertà civili e soprattutto di stato sociale. Si dice anche che se lo possano permettere perché sono in pochi e piuttosto ricchi. Può darsi, ma di certo questo non spiega perché il governo svedese abbia deciso di approvare la religione del file sharing.

 

Si chiama Kopimism, termine che deriva dal termine Kopimi, che suona come Copy me, cioè “copiami”. Il loro credo? Condividere informazioni. A fondare il movimento è stato uno studente di filosofia che risponde al nome di Isak Gerson.

Chiesa del Kopismo

 

Il riconoscimento come religione in Svezia dà alcuni vantaggi, ma non autorizza a scaricare allegramente musica e film protetti da copyright. Ora che esiste una “chiesa della copia” però non è detto che in futuro le cose non possano cambiare.

 

Tempo fa ho sentito un aneddoto divertente, ambientato negli Stati Uniti. In questo paese la diversità di credo è presa molto seriamente, così tanto che più o meno chiunque può fondare una religione con relativi precetti, e le autorità pubbliche sono tenute a rispettarli. Non so se sia vero, ma si racconta che un giorno alcuni carcerati, stanchi del cibo servito nelle mense, crearono una religione con due sole regole: per farne parte bisogna essere detenuti, e si possono mangiare solo filetto, caviale e altre delizie del genere.

 

Non ho mai saputo se la storiella dei detenuti fosse vera, né come andava a finire. Ma quella del kopimismo mi sembra molto simile. Le 3000 persone che vi si sono unite sono certamente ispirate a nobili principi, ma sembra tanto una specie di arzigogolata invenzione per aggirare i paletti messi dal sistema.

 

Insomma, se tra un paio d’anni il P2P dovesse diventare legale per gli adepti, di sicuro vedremmo all’istante migliaia di conversioni. E chissà, magari potrebbe uscire velocemente dai confini svedesi, diventare un credo globale, con milioni di fedeli in tutto il mondo.

 

O magari questa storiella diventerà un altro aneddoto, che tra qualche anno ricorderemo ridendo. E sarà un peccato, perché l’idea che condividere informazioni arricchisce l’essere umano è giusta, e secondo me anche piuttosto vicina al concetto di divino.

 

E magari il signor Gerson ne è persuaso. Ma così sarà fin troppo facile dire che i convertiti cercano solo una scusa per scaricare di tutto senza conseguenze, per poter dire “lo faccio per religione”. E i pochi dotati di vera fede finiranno sepolti dai marrani, cioè dai falsi convertiti. E il risultato finale sarà che un’idea giusta, difendibile e nobile finirà per essere oscurata da interessi molto più terreni.

 

Ma se qualcuno è convinto, ci si può affiliare alla Chiesa della Copia partendo da questa pagina. Meglio cominciare presto e impegnarsi, perché è noto che ai sacerdoti vengono riconosciuti diritti che i comuni fedeli non hanno.

 

Sarebbe meglio difendere queste idee e far capire a tutti il loro valore. Fare in modo che diventi inaccettabile creare leggi e ostacolino questa libertà, anche se il prezzo da pagare è che qualcuno ci rimetta del denaro (che poi non è nemmeno tanto). Sarebbe meglio, ma anche molto più faticoso. E poi fondare una religione è senz’altro più divertente. Scusate se non mi alzo.

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