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La morte del PC vista da vicino è più una reincarnazione

12 gennaio 2012
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Il PC è morto, viva il PC

Saranno un paio d’anni che si parla della morte del PC, o alternativamente dell’epoca “post-PC”. L’argomento solleva sempre una certa discussione, e ai due angoli del ring troviamo chi è convinto che siano tutte baggianate, che il computer sia insostituibile, e chi invece è convinto che tra non molto questo strumento sarà solo un ricordo.

 

Per capire la questione è bene partire dall’acronimo in questione. Stiamo parlando del personal computer. Quello che sto usando io ora per scrivere questo post: una macchina, uno strumento che tutti noi conosciamo, e che ci aiuta in tante attività quotidiane, personali e lavorative.

Il computer però non è sempre stato personale. Anzi, per la maggior parte del tempo è stato un oggetto esclusivo degli ambiti lavorativi più elitari. Poi, dalla fine degli anni ’70 è diventato più piccolo, meno costoso, più versatile. E piuttosto in fretta è diventato un oggetto che poteva entrare nelle case di tutti noi, e abbiamo potuto cominciare a usarlo per fare un sacco di cose.

 

Quando il computer è diventato personale tutti noi abbiamo potuto cominciare a programmarlo, a giocarci, a creare dei database, scrivere lettere senza usare la carta, usare fogli di calcolo incredibilmente complesse. E poi è arrivata Internet, la posta elettronica, il web, lo scambio di file. Insomma, il PC (con il termine includo anche i Mac) è diventato un oggetto quotidiano, ordinario, privo di sorprese.

 

E questa è stata una delle cose migliori che sia successa al genere umano nella storia recente. Non tanto importante quanto il concetto di diritti umani, ma senz’altro rilevante, perché è stato un elemento imprescindibile per tanti altri passi avanti che abbiamo compiuto.

 

Oggi il PC sta morendo? Il computer personale ha perso la sua ragione di esistere? No. O meglio, non ancora.  Il fatto è che la tecnologia ora ci offre nuovi strumenti per fare le stesse cose che oggi facciamo con un computer: posta elettronica, navigazione web, produzione e riproduzione di foto e video, comunicazione e così via.

 

E ogni giorno che passa questi nuovi strumenti rendono il tradizionale PC sempre più superfluo. Io stesso, che sono uno di quelli che il computer lo usa tanto, lo uso molto meno di prima da quando ho uno smartphone in tasca. E consumatori meno “estremi” di me già hanno poche ragioni per accendere un computer.

Personalmente non credo che il PC sparirà presto. Ma tornerà a essere un oggetto per pochi. Resterà negli uffici, dove servono una tastiera e uno schermo grande. Lo terrà chi ama i videogiochi, e chi scrive molto – compreso chi tiene uno o più blog.

 

Ma per la maggior parte delle persone il PC è già inutile, se confrontato a tablet e smartphone. Posta, Facebook o Twitter, qualche giochino, foto video e musica.

 

Già oggi un telefono si può collegare a un TV o a un impianto audio, e offre spazio interno sufficiente per tantissima musica e diversi film. C’è l’applicazione per andare su Facebook e quella di WordPress. Si può navigare in rete (e sempre più siti hanno una versione dedicata). I produttori di NAS e Router hanno applicazioni specifiche che rendono l’uso di un computer superfluo. E si potrebbe continuare.

 

Potremmo dire che il PC sta morendo, sì. Che sarà rispedito negli uffici, e che rispetto al passato ci sarà qualche persona in più che lo userà anche a casa, ma non molti. E potremmo anche dire che smartphone e tablet stanno sostituendo questo oggetto.

 

Così si potrebbe spiegare perché il mercato mondiale dei PC è in crisi. Il “mondo avanzato” ne compra meno, e i paesi in via di sviluppo non possono compensare con la loro pure incredibile crescita. Così si potrebbe spiegare perché Intel si è inventata gli Ultrabook, che sono i soliti computer ma più belli. Così si potrebbe spiegare perché Microsoft sta facendo un sistema operativo così diverso da quelli precedenti. Così si potrebbe spiegare la strategia di Apple. Così si potrebbero spiegare molte, moltissime cose.

 

Ma potremmo anche dire che smartphone e tablet sono e saranno i nuovi PC. Nel senso di personal computer, il computer personale che ci assiste ogni giorno, e che oggi è tascabile. O, tanto per chiudere con una citazione colta, Il PC è morto, viva il PC.

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  • Parlando della mia idea personale, il pc non morirà mai, almeno dentro di me, finché non passerò a miglior vita continuerò a montare i pc da solo. ♥

  • Se per Pc intendi i pc fissi classici, case + monitor, si forse quelli spariranno ma i portatili hanno la loro da dire.
    Per navigare, vedere la posta, fb e streaming un tablet/smartphone non potrà mai sostituire un pc, in primis per lo schermo, secondo per la tastiera fisica!

  • Vixi

    Sinceramente sono esattametne dell’idea opposta… i computer fissi (Case + monitor) sono generalmente workstation, computer molto potenti ideati per lavorare ad alte prestazioni (Render, grafica musica etc), questo tipo di prodotti sparirà dalle case e rimarrà isolato agli ambienti lavorativi e professionali proprio per le dimensioni degli schermi (meno di un 18/19 pollici in ufficio è raro trovarlo) e per le tastiere fisiche di gran lunga migliori ai dispositivi touch.

    Per navigare vedere la posta fb e streaming invece la gente punta molto più facilmente ad un tablet o uno smartphone, questo perchè sono dispositivi puntati alla mobilità, un computer portatile devi accenderlo connetterlo a internet scaricare la posta etc etc per non considerare poi l’ingombro, uno smartphone invece te lo tieni in tasca e in qualsiasi momento puoi fare ognuna delle azioni che faresti normalmente di fronte al computer nel tempo libero in qualsiasi luogo tu ti trovi, un tablet ti sta in una borsa, se vuoi guardarti una serie televisiva in treno te lo puoi fare senza tante complicazioni, cosi come buttarti sul letto e guardarla da “stravaccato” da questo punto di vista sono prodotti molto più comodi ed efficienti, nel caso puoi sempre collegarli ad una tv e trasmettere i dati esattamente come si può fare con un computer, senza però avere problemi di autonomia o di ingombranza..
    Il problema della tastiera, per scrivere 2 commenti su facebook o twitter o scrivere una breve mail è molto limitato e con un po di allenamento ci si abitua alle interfacce touch..

    Ritengo quindi che saranno molto più probabilmente proprio i computer portatili a subire per primi l’invasione dei tablet e smartphone…

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  • Certo Limp,tu fai chiaramente parte di quella categoria che aiuterà a mantenere vivi i PC. Se però si parla di grandi numeri, dei milioni di computer che si vendono al mondo, fai parte di una minoranza. Spero che nonostante questo chi ha la tua passione potrà sempre continuare a coltivarla. Auguri! 🙂

  • Raf

    Beh da quando il bacino d’utenza si è allargato, è nata l’esigenza di creare macchine sempre meno complicate, e quindi ahime il pc fa parte dell’epoca passata….ma fino a che ci sarà una presa da 220volt, ci sarà il mio pc funzionante 😉

  • Sì, sono d’accordo con Vixi. I portatili sono più interessanti per la maggior parte dei consumatori. Ma subiranno comunque il colpo di tablet e smartphone. Anzi, forse in ambito aziendale si continueranno a preferire i desktop, tranne in quei casi dove un notebook è strettamente necessario. 

  • Ciaccaerre

    Io in ambito aziendale, vedo che i pc piano piano vengono soppiantati dai notebook.
    Magari affiancati da docking stations con tastiera mouse e schermo. E secondo me… è naturale.. i prezzi dei portatili sono calati parecchio, e garantiscono in questo modo trasportabilità e comodità d’uso paragonabile al “vecchio” PC.
    Ho l’impressione che diverrà la norma, a parte i casi di professionisti che lavorano su grafica e video.

  • D’accordo su workstation ma quanti teenager o utenti normali si prendono per comodità un portatile?
    Credo che la cifra sia molto più grande dei professionisti che hanno bisogno di workstation facilmente aggiornabili (a livello hardware).

  • Direi che sono d’accordo con Vixi, almeno in parte. Il fatto determinante è che con 600 euro ti prendono un portatile appena passabile, oppure un bel tablet. Se le attività sono quelle, non è che ci sia molto da pensarci. 

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