Il PC è morto, viva il PC
Saranno un paio d’anni che si parla della morte del PC, o alternativamente dell’epoca “post-PC”. L’argomento solleva sempre una certa discussione, e ai due angoli del ring troviamo chi è convinto che siano tutte baggianate, che il computer sia insostituibile, e chi invece è convinto che tra non molto questo strumento sarà solo un ricordo.
Per capire la questione è bene partire dall’acronimo in questione. Stiamo parlando del personal computer. Quello che sto usando io ora per scrivere questo post: una macchina, uno strumento che tutti noi conosciamo, e che ci aiuta in tante attività quotidiane, personali e lavorative.

Il computer però non è sempre stato personale. Anzi, per la maggior parte del tempo è stato un oggetto esclusivo degli ambiti lavorativi più elitari. Poi, dalla fine degli anni ’70 è diventato più piccolo, meno costoso, più versatile. E piuttosto in fretta è diventato un oggetto che poteva entrare nelle case di tutti noi, e abbiamo potuto cominciare a usarlo per fare un sacco di cose.
Quando il computer è diventato personale tutti noi abbiamo potuto cominciare a programmarlo, a giocarci, a creare dei database, scrivere lettere senza usare la carta, usare fogli di calcolo incredibilmente complesse. E poi è arrivata Internet, la posta elettronica, il web, lo scambio di file. Insomma, il PC (con il termine includo anche i Mac) è diventato un oggetto quotidiano, ordinario, privo di sorprese.
E questa è stata una delle cose migliori che sia successa al genere umano nella storia recente. Non tanto importante quanto il concetto di diritti umani, ma senz’altro rilevante, perché è stato un elemento imprescindibile per tanti altri passi avanti che abbiamo compiuto.
Oggi il PC sta morendo? Il computer personale ha perso la sua ragione di esistere? No. O meglio, non ancora. Il fatto è che la tecnologia ora ci offre nuovi strumenti per fare le stesse cose che oggi facciamo con un computer: posta elettronica, navigazione web, produzione e riproduzione di foto e video, comunicazione e così via.
E ogni giorno che passa questi nuovi strumenti rendono il tradizionale PC sempre più superfluo. Io stesso, che sono uno di quelli che il computer lo usa tanto, lo uso molto meno di prima da quando ho uno smartphone in tasca. E consumatori meno “estremi” di me già hanno poche ragioni per accendere un computer.

Personalmente non credo che il PC sparirà presto. Ma tornerà a essere un oggetto per pochi. Resterà negli uffici, dove servono una tastiera e uno schermo grande. Lo terrà chi ama i videogiochi, e chi scrive molto – compreso chi tiene uno o più blog.
Ma per la maggior parte delle persone il PC è già inutile, se confrontato a tablet e smartphone. Posta, Facebook o Twitter, qualche giochino, foto video e musica.
Già oggi un telefono si può collegare a un TV o a un impianto audio, e offre spazio interno sufficiente per tantissima musica e diversi film. C’è l’applicazione per andare su Facebook e quella di WordPress. Si può navigare in rete (e sempre più siti hanno una versione dedicata). I produttori di NAS e Router hanno applicazioni specifiche che rendono l’uso di un computer superfluo. E si potrebbe continuare.
Potremmo dire che il PC sta morendo, sì. Che sarà rispedito negli uffici, e che rispetto al passato ci sarà qualche persona in più che lo userà anche a casa, ma non molti. E potremmo anche dire che smartphone e tablet stanno sostituendo questo oggetto.
Così si potrebbe spiegare perché il mercato mondiale dei PC è in crisi. Il “mondo avanzato” ne compra meno, e i paesi in via di sviluppo non possono compensare con la loro pure incredibile crescita. Così si potrebbe spiegare perché Intel si è inventata gli Ultrabook, che sono i soliti computer ma più belli. Così si potrebbe spiegare perché Microsoft sta facendo un sistema operativo così diverso da quelli precedenti. Così si potrebbe spiegare la strategia di Apple. Così si potrebbero spiegare molte, moltissime cose.
Ma potremmo anche dire che smartphone e tablet sono e saranno i nuovi PC. Nel senso di personal computer, il computer personale che ci assiste ogni giorno, e che oggi è tascabile. O, tanto per chiudere con una citazione colta, Il PC è morto, viva il PC.







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