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Da tecnologia telepatica a paranormale, ecco come diventeremo Borg

4 marzo 2013
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Forse è telepatia, di certo è incredibile

Gli esperimenti con gli animali sono una questione parecchio discussa, e se l’argomento dà fastidio a priori consiglio d’interrompere immediatamente la lettura. Tutti gli altri potranno invece discutere su un’altra questione: è telepatia tecnologica oppure un nuovo passo verso la nascita dei Borg, i famosi cattivi di Star Trek?

In laboratorio è relativamente comune insegnare a un topo che se fa qualcosa sarà premiato: per esempio può imparare che se preme una leva riceverà acqua o cibo. E gli puoi insegnare che il momento di spingere la levetta è quando si accende un LED.

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Ecco, a questo punto Miguel Nicolelis, uno scienziato piuttosto famoso per le sue uscite spettacolari, decide di collegare degli elettrodi ai cervelli dei poveri animali. Una cosa piuttosto raccapricciante, lo so. Successivamente si registrano gli impulsi elettrici generati dal cervello in corrispondenza dello stimolo (accensione del LED) e dell’azione (pressione della levetta).

E poi che fai? Colleghi due ratti lontani tra loro, così quello che vede il LED accendersi manda il relativo segnale-stimolo a un altro, che in cambio se ne sta lì senza nulla da fare, se non chiedersi che diavolo hanno gli Umani da guardarlo tanto. Sta lì, medita “vendetta tremenda vendetta” e all’improvviso senza il bisogno di premere la levetta.

Succede che il ratto ricevente preme la leva! No, sul serio, questa è una cosa ai limiti del fantascientifico. Non è che se lo scrivo così è davvero scontato, è una cosa allucinante. Anche perché Nicolelis non si è accontentato di mettere i topini in due stanze diverse: no, stavano uno in Brasile e l’altro in Gran Bretagna. E avevano una linea ADSL più veloce della mia – vabbè non è che ci voglia molto.

I risultati della ricerca hanno mandato in visibilio la comunità scientifica, soprattutto quelli che si occupano d’intelligenza artificiale. Anche perché secondo Nicolelis non arriveremo a sviluppare un’intelligenza artificiale, perché siamo più vicini alla creazione di una forma di vita che unisca natura e tecnologia.

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I Borg, appunto, magari senza le bruttezze della serie TV; almeno si spera. Comunque per ora si sta discutendo, tra chi definisce questo esperimento una forma di telepatica, chi la ridimensione a un più “semplice” trasferimento d’informazioni neurali, e chi dice che era “quasi” telepatia.

Di certo non hanno chiacchierato, i due animaletti, ma comunque si sono detti qualcosa usando solo il cervello – un cervello piccolo piccolo ma strabiliante. Su cosa fosse esattamente quella comunicazione fra topi non ho un’opinione precisa; tendenzialmente però sono d’accordo con Nicolelis: la contaminazione tra corpo e tecnologia, sensori in particolare, progredisce più velocemente e quindi arriveremo prima a un Essere Umano 2.0, piuttosto che a un’Intelligenza Artificiale consapevole.

E una cosa esclude l’altra, perché se ci trasformiamo noi stessi in un’intelligenza collettiva – sperando di non perdere individualità – allora non avrà più senso cercare di realizzarne un’altra, perché avremo trovato una nuova strada evolutiva.

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Che sia un modo perfetto di distruggere la nostra umanità? Può darsi, ma non è che ci siamo fatti un gran bene negli ultimi decenni.

O sono tutte panzane, perché in verità quei topolini, così tenerini e carucci, sanno benissimo quello che sta succedendo. Si sono prestati a questo esperimento solo perché hanno un interesse diretto nel progredire delle nostre conoscenze. Loro sperano di capire qual è la domanda se la risposta è 42, e sperano che siamo noi ad arrivarci. Possibilmente prima che i Vogon facciano la loro maledetta autostrada spaziale. Scusate se non mi alzo. Piccoli roditori bastardi.